Visualizzazione post con etichetta Finanza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Finanza. Mostra tutti i post

mercoledì 6 marzo 2013

Irrational exuberance

Non voglio fare il Greenspan  de noartri, ma volevo fare un piccolo commento sulla situazione finanziaria attuale.

L'opinione comune delle banche sulla situazione in Italia sembra essere di questo tenore: "l'Italia ha bisogno di riforme, ben venga Grillo che porta una ventata di novità. Voto è stato messaggio contro austerità: bene. Previsione: governo minoritario PD, alcune riforme, specie legge elettorale e si torna al voto nel 2014 con la nuova legge elettorale che porterà stabilità. Intanto le riforme attuate da Monti continuano a dare effetti in modo automatico (tipo aumento previsto dell'IVA), quindi no worries per bilancio dello Stato."

E i mercati sono tranquilli, a parte il giorno dopo le elezioni. Oltretutto, questo va bene alla Germania che ha anche elezioni in vista. Tranquillizzare gli elettori che il Sud Europa sta facendo quello che deve fare (lacrime, sangue, riforme).

Mi permetto di dubitare e di essere pessimista sulla situazione. Come sempre è difficile fare previsioni, specialmente sul futuro, ma non vedo grandi prospettive sulla politica italiana, visto il comportamento ondivago e poco collaborativo di Grillo.

Vedremo, disse il cieco.




mercoledì 6 febbraio 2013

Le agenzie di rating e Obama

Ieri ho visto la notizia della richiesta di danni per 5 miliardi a Standard & Poor's. Al momento vi lascio solo un articolo di Phastidio, ora non ho tempo, ma se non perdo interesse sull'argomento ci ritorno.

sabato 15 dicembre 2012

Lo spread

La gente che lavora in finanza è per certi versi come una setta che usa un linguaggio costruito apposta per non far capire quello che dice e allo stesso tempo sembrare degli scienziati. Quando la parola "spread" ha iniziato ad essere sulla bocca di tutti la setta si è sentita un po' defraudata: come osano i comuni mortali usare il nostro gergo? Oltre a questo spesso era usato a sproposito - l'ultimo esempio è ovviamente il celebre "che ce frega dello spread".    

Oggi ho visto questa chiara spiegazione e la copio paro paro. Sotto c'è il link all'articolo.

Ora, cosa significava al novembre 2011 avere uno spread di 500 punti base? La cosa è molto semplice. Anzi, sul mercato si chiama proprio così: “the simple rule”. Dividete 500 punti base per 100, per avere il dato percentuale: 5%. Poi, ecco “la regola semplice”: dividete 5% per quello che vi aspettate di perdere da un fallimento dello stato italiano. Supponiamo che sia il 60% . Ottenete: 5% diviso 60% uguale a 8,33%. Ora, se la misura dello spread è riferita a titoli o Cds a 5 anni, andate su un foglio Excel, e in una cella mettete il calcolo: “=1 – exp(–0,0833*5)”. Nella cella comparirà un numero: 34,0649%. Ecco cosa significa lo spread. E’ un termometro che ti dice: tra 5 anni hai il 34% di probabilità di essere morto.

Due chiarimenti:
- 60%: di solito si assume che dal fallimento di un'azienda si riesce comunque a recuperare il 40% (vendendo quello che resta), quindi nel calcolo dei credit default swap bisogna considerare anche il recovery ratio (40%). Quindi 60% è quello che si perdee.
- la formula: fidatevi... chi vuole avventurarsi nella spiegazione può leggere questo pezzo di Moody's.