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sabato 29 marzo 2014

La musica de "La spuma e lo spritz": L'inno alla gioia

Ieri sera, come ogni venerdì sera, mi sono dato ad una "serata La7", canale che guardo sempre con grande piacere. Il venerdì comprende Crozza con il suo programma e poi Enrico Mentana, che pur di passare meno tempo possibile a casa (sarà perché la moglie è friulana, direbbe Zurota?) si inventa una trasmissione di politica il venerdì in seconda serata (orario tradizionalmente impossibile per questo genere di proposta) in cui intervista prima Grillo (la scorsa settimana) e poi invita Renzi in studio (ieri): non immagino la vita di coppia dei due...
Ma scherzi a parte, ho sentito l'esigenza di questo post perché Crozza, nella sua imitazione di Napolitano, ha scherzato sul cliché dei tedeschi privi di passione con una battuta sull'Inno alla Gioia, che oltre a essere inno dell'Unione Europea è pure un unicum musicale, essendo la prima sezione cantata mai inclusa in una sinfonia (la nona, di Beethoven). La mia reazione immediata è contenuta nel tweet che segue.
A parte gli strafalcioni di tedesco (Menschen, come tutti i sostantivi, in tedesco va con la lettera maiuscola, mentre sanfter, aggettivo, con la minuscola), ho scelto non a caso queste parole. L'inno alla gioia infatti è stato scelto come inno d'Europa per un motivo: basta leggerne il testo, che in fondo (e qui userò per l'ultima volta questo termine) rappresentano un esempio altissimo di politica. Basta considerare che in realtà Schiller, che ne è l'autore, aveva inizialmente dedicato questo inno alla libertà (Freiheit, in tedesco), per poi ripiegare sulla gioia (Freud, in tedesco), che poteva garantire una buona sostituzione anche dal punto di vista metrico e non sarebbe incorsa nelle ire della censura dell'epoca.
Ricordandosi di ciò, le sue parole, anche nella versione musicata di Beethoven, acquisiscono una nobiltà enorme. Pensiamo solo agli ultimi quattro versi della prima strofa (da me parzialmente citati nel mio tweet): 

Originale                                                                      Mia traduzione

Deine Zauber binden wieder                                     Le tue magie uniscono di nuovo

Was die Mode streng geteilt;                                    Ciò che la moda ha tenacemente diviso;
Alle Menschen werden Brüder,                                Tutti gli uomini diventano fratelli,
Wo dein sanfter Flügel weilt.                                     Laddove la tua ala soave si posa


I versi centrali sono stati modificati da Beethoven, ma il senso era quello anche nell'originale di Schiller. Ora, la libertà è qualcosa che unisce, in barba a tutte le consuetudini (la moda, nel testo originario) che ci dividono. Essa può esserci perciò solo con la fratellanza: se devo pensare a una risposta all'individualismo neoliberista oggi dominante, cosa c'è di meglio di queste parole? La libertà non è nulla se non è goduta da tutti e non è con tutti condivisa, e questo Schiller lo diceva 200 anni fa.

Originale                                                                      Mia traduzione

Freude trinken alle Wesen                                        Gioia bevono tutte le creature
An den Brüsten der Natur;                                         Dai seni della natura
Alle Guten, alle Bösen                                               Tutti i buoni, tutti i malvagi
Folgen ihrer Rosenspur.                                            Seguono il suo sentiero di rose.
Küsse gab sie uns und Reben,                                Ci ha dato baci e vigneti,
Einen Freund, geprüft im Tod;                                  E un amico provato fino alla morte.
Wollust ward dem Wurm gegeben,                          La lussuria è stata riservata al verme
Und der Cherub steht vor Gott.                                 e il Cherubino sta di fronte a Dio

Altre bellissime parole: la libertà è un frutto destinato a tutti, e che tutti perseguono naturalmente (tesi purtroppo non sempre vera, ne ho già discusso in precedenza). Attenzione però, essa non è banalmente il fare ciò che si vuole cedendo agli istinti più bassi, ma qualcosa che ci avvicina alla parte migliore di noi.

Originale                                                                      Mia traduzione
Froh, wie seine Sonnen fliegen                                Felici, come i suoi astri volano
Durch des Himmels prächt'gen Plan,                     Attraverso la sontuosa volta del cielo,
Laufet, Brüder, eure Bahn,                                        Percorrete, fratelli, la vostra via,
Freudig, wie ein Held zum Siegen.                         Gioiosi, come un eroe al trionfo.
Seid umschlungen, Millionen!                                 State abbracciati, o milioni!
Diesen Kuß der ganzen Welt!                                  Questo bacio (vada) al mondo intero!
Brüder, überm Sternenzelt                                       Fratelli, lassù nella volta celeste
Muß ein lieber Vater wohnen.                                  Deve vivere un padre amorevole.
Ihr stürzt nieder, Millionen?                                      Vi inginocchiate, o milioni?
Ahnest du den Schöpfer, Welt?                              Intuisci il tuo creatore, o mondo?
Such' ihn überm Sternenzelt!                                  Cercalo al di sopra della volta celeste!
Über Sternen muß er wohnen.                                Deve vivere sopra le stelle.

La libertà in questi versi permette di volare alti e felici, ed è tale che un dono così grande agli uomini può averlo fatto solo un Dio, e proprio questo regalo ci permette di intuirne la presenza. Per questo la libertà non è accondiscendere ai bassi istinti, ma puntare in alto e percepire così quanto di più grande e divino ci sia nel mondo. Tutta questa religiosità a me non piace, ma in fondo, non si può intendere nel senso che la libertà è ciò che ci tira fuori la parte migliore di noi? In fondo, già Kant faceva un parallelo tra il cielo stellato e la nostra legge morale.
Nella nona sinfonia infine non compare quest'ultima strofa, che però voglio riportare perché è la perfetta conclusione su cosa sia la libertà (ricordatevi, l'ode era originalmente dedicata a essa).


Originale                                                                      Mia traduzione
Freude heißt die starke Feder                                   La gioia è la molla possente
In der ewigen Natur.                                                   nell'eterna natura.
Freude, Freude treibt die Räder                                La gioia, la gioia aziona gli ingranaggi
In der großen Weltenuhr.                                           Nel grande orologio del mondo.
Blumen lockt sie aus den Keimen,                          Fa sorgere i fiori dai germogli
Sonnen aus dem Firmament,                                    Gli astri dal firmamento,
Sphären rollt sie in den Räumen,                             Muove le sfere celesti 
Die des Sehers Rohr nicht kennt. »                         che il cannocchiale non conosce.


Insomma, la libertà è ciò che anima il mondo, che lo fa andare avanti: senza di essa ciò che conosciamo non esisterebbe, è l'anelito che ci pervade e che ci va vivere.
Chi legge queste parole capisce che questo inno è tutto, tranne che algido: è una delle vette più grandi della storia dell'umanità, figurarsi poi se cantato come nel video che segue.




E per concludere con una battuta, rinnovo un concetto con un video: la libertà non è solo fare quel cavolo che ci pare.

giovedì 15 agosto 2013

Amadeus

Oggi farò un'invasione nel campo del caro Smarmello e parlerò di un film. Ieri sera su La7 hanno trasmesso "Amadeus" di Miloš Forman, dedicato alla vita del grande compositore Mozart e vincitore di 8 premi Oscar.
Ovviamente, non avendo studiato storia del cinema, non mi occuperò di importanti fattori come "il montaggio analogico" o "la carrozzella del bambino", che invece disseminano le critiche cinematografiche più nobili (giuro che ho visto menzionati tali particolari non solo nella scena tratta da "Il secondo tragico Fantozzi" nel video sottostante, ma anche nel libro che mia sorella stava studiando per un esame).


Concentrerò la mia attenzione su tre temi che emergono dal film: il rapporto Mozart-Salieri, il talento musicale di quest'ultimo e la vita da "rockstar" di Mozart. 
Della loro rivalità artistica la voce dedicata su Wikipedia dice praticamente tutto. In sintesi, è stato probabilmente un caso montato ad arte, specie se si pensa che Salieri ebbe tra i suoi allievi proprio un figlio di Mozart, ma anche altri episodi sembrerebbero ridimensionare tale credenza. Il principale indizio a "discolpa" di Salieri sta nella mancanza di movente: finché Mozart fu in vita il compositore italiano ebbe molto più successo del salisburghese, e perciò non si capirebbe perché dovrebbero avere credito le voci che vorrebbero Salieri assassino di Mozart. Tale tesi, messa nero su bianco per la prima volta in un suo poema da Puškin, è stata poi presa anche da Forman per il suo film.
Questo chiarimento è importante perché tale leggenda parte da un presupposto: Salieri era un mediocre di successo, e quindi non poteva sopportare che uno come Mozart lo oscurasse con il suo talento. Salieri era un bravo compositore, e ha scritto ottimi brani, come ad esempio quello mostrato qui sotto, cantato dalla splendida Cecilia Bartoli.


Però... Mozart era Mozart: un genio musicale rivoluzionario per ogni tempo, figurarsi per il suo. Salieri semplicemente era la piena espressione del gusto della sua epoca, Mozart invece era troppo avanti. Sua è stata la prima sinfonia in modo minore (la K183 in Sol minore, tra l'altro usata nell'apertura del film), era tra i pochi (se non l'unico) contro la tendenza a rappresentare solo opere su miti greco-romani, per non parlare poi delle scelte ritmiche o musicali, per le quali mi viene in mente la sua ultima opera incompiuta, il Requiem in Re Minore K626: le scelte strumentali dell'Introitus assolutamente originali, la ripresa di alcuni espedienti musicali Haendeliani come la contrapposizione tra massa corale e strumentale, e potrei andare avanti a lungo... Da un certo punto di vista questo suo anticonformismo si rifletteva anche nella sua vita. Per esempio, il rapporto con sua moglie Constanze era molto vivace, i due si cornificavano tantissimo ma una grande intesa sessuale li faceva restare assieme. Ma non c'era solo questo: è stato il primo musicista ad avere la pretesa di mantenersi esclusivamente con la sua musica, non era bravo ad insegnare musica e mal lo tollerava (basta pensare che la famosa Sonata per Pianoforte K545, composta per una sua allieva, riporta la dicitura "Per principianti"), e sicuramente ha dissipato buona parte dei suoi guadagni non in investimenti immobiliari: morì talmente povero che fu sepolto in una fossa comune, e chi va a visitare la sua casa viennese resta deluso da quanto è vuota, avendo egli venduto nel tempo tutti i suoi oggetti per sopravvivere. Tuttavia egli non era solo un godereccio: lavorava duro per comporre le sue musiche, e ne ha prodotte tante, più di 600 in 35 anni di vita. Circa venti ogni anno, una media simile a quella di Bach, tanto per dire.
Il film però è molto potente, e riesce a coinvolgere lo spettatore anche con un saggio utilizzo della musica di Mozart lungo il suo svolgimento: si pensi ad esempio all'utilizzo del "Lacrimosa" proprio nella scena finale, in cui il compositore viene portato alla fossa comune. Il maggior pregio del film è che nessuno, dopo averlo visto, può dire di non amare Mozart, e se un film riesce ad avvicinare al genio e alla bellezza della musica classica, può solo avere la mia massima approvazione.
E per continuare la tradizione di prendere commiato con un video musicale, ecco a voi una delle composizioni di Mozart tra le mie preferite: l'aria "Voi che sapete" tratta da "Le Nozze di Figaro", che ho ascoltato tantissimo, specie alla mia prima cotta. Ah, quanto sono romantico... :P