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martedì 23 aprile 2013

Le regionali del Friuli Venezia Giulia

La passata settimana politica è stata una vera e propria sequela di colpi di scena degni della migliore telenovela di second'ordine. Ho l'intenzione di analizzarla in un post successivo, ma per farlo vorrei aspettare di essere più calmo su questo argomento, per poter ragionare a mente fredda.
In questo post ho invece intenzione di parlare dei risultati delle elezioni del 21 e del 22 aprile nella mia regione, il Friuli Venezia Giulia: il fatto che io sia stato a lavorare in seggio me ne fornisce una facile occasione, per non menzionare che due dei cinque autori di questo blog vengono da questa regione speciale di nome e di fatto.
Il suicidio politico inscenato dal PD negli ultimi giorni sembrava togliere le speranze a Debora Serracchiani, candidata del centrosinistra in una regione tradizionalmente di destra, e favorire enormemente la riconferma del presidente uscente Renzo Tondo. Qualche possibilità veniva data al candidato del M5S Saverio Galluccio, forte del momento favorevole che il suo partito sta vivendo in queste settimane, ma nessuna speranza era riservata alla Serracchiani.
Una volta ultimato lo spoglio, però, la candidata del centrosinistra è uscita vincitrice, seppure per soli duemila voti (lo 0.39%), sul presidente uscente. Confronti con le scorse elezioni regionali sono difficili da compiere, poiché in esse non c'era un terzo candidato forte come quello del M5S, che nella mia regione riporta il 19% delle preferenze.
Nonostante ciò, qui di seguito fornirò la mia analisi su chi sono i vincitori e i vinti di questa competizione elettorale, dalla quale si possono comunque trarre alcuni messaggi, specialmente per il centrosinistra, in chiave nazionale.

VINCITORI
L'astensione
Le cifre parlano chiaro: se nel 2008 erano andati a votare 790,000 elettori, quest'anno lo hanno fatto solo 550,000: un crollo di 240,000 votanti, pari al 23% (quasi un quarto) in termini percentuali. Anche se parte di questa differenza si può spiegare con la concomitanza nel 2008 delle elezioni nazionali (per le quali storicamente il tasso d'affluenza è sempre più alto rispetto a qualunque altra votazione), resta comunque il fatto che 240,000 elettori sono più di quelli che hanno votato Debora Serracchiani. Per di più, nei due turni precedenti (1998 e 2003), in cui non si votava anche per le elezioni legislative, l'affluenza è stata del 63% degli elettori: le votazioni di quest'anno sono state quelle che hanno registrato la minore affluenza per le regionali negli ultimi vent'anni. Per una regione dove si è sempre votato molto questo dato è allarmante, ed è un dato concorde con tutte le competizioni elettorali degli ultimi anni.
Debora Serracchiani
Le elezioni non le ha vinte il centrosinistra, ma lei, il candidato presidente della regione. Questo lo dicono i numeri: le liste del centrodestra hanno raccolto nel complesso 25,000 voti in più di quelle del centrosinistra (181,000 a 156,000), distacco completamente colmato dalla Serracchiani, che ha raccolto 55,000 preferenze autonome, ossia espresse solo per lei e non per una lista collegata, contro le 28,000 di Tondo. In termini relativi la cifra è ancora più impressionante: la candidata del centrosinistra ha raccolto un quarto dei voti con le sue sole energie, mentre per quello del centrodestra la quota è del 13%. Premetto che la mia simpatia per Debora Serracchiani non è elevata: ritengo deficitaria la sua gestione del PD (è segretaria regionale) in Friuli Venezia Giulia, ed è stata catapultata dal consiglio comunale di Udine direttamente alle europee avendo come unico merito un discorso (per altro non chissà che originale) fatto in un'assemblea nazionale dei circoli PD svoltasi subito dopo le dimissioni di Veltroni.

Lei però ci ha messo la faccia e ha vinto la scommessa. Si badi bene: ho sentito su La7 che nella mia regione ha vinto un'outsider. Non c'è niente di più falso, tant'è che la Serracchiani non è estranea al partito, ma ne è un 'importante esponente, in quanto, come già detto, segretaria regionale. In ogni caso, la sua vittoria mostra che il PD per uscire dalla sua crisi, può fare affidamento su una schiera di militanti e di amministratori su cui scommettere.
Due soli nei in questa vittoria: nel 2008 Illy, candidato del centrosinistra, prese 140,000 voti in più, ma a quel tempo non c'era il M5S ed effettivamente lo sguardo nei confronti della politica era del tutto diverso; la Serracchiani è inoltre renziana, ma si sa, nessuno è perfetto...

SCONFITTI
Il centrodestra e Renzo Tondo
Nessuno si sarebbe aspettato un tale tracollo per il centrodestra e per Renzo Tondo: quest'ultimo in cinque anni ha lasciato per strada rispetto al 2008, quando si era candidato per la prima volta, 200,000 voti. Il suo consenso si è praticamente dimezzato, e questo dato in sé basta a quantificare il grande fallimento del centrodestra in questi cinque anni in regione. Dato per grande favorito nei sondaggi, è risultato il grande sconfitto: d'altronde, la scarsità della sua azione nel momento in cui si parlava di federalismo fiscale (con conseguente quasi perdita della peculiarità fiscale data dallo statuto speciale) è solo il caso più clamoroso, ma in generale egli paga una gestione piuttosto anonima e priva di grandi idee.

DELUSI
Il M5S
Alcuni sondaggi lo davano per possibile vincitore, con più chances rispetto a quelle di Debora Serracchiani. Il M5S ha riportato con il suo candidato il 19% dei voti, ma se si vanno a vedere le preferenze assegnate alle singole liste la quota del M5S scende al 13%. La differenza è significativa: 48,000 preferenze sono state date esclusivamente a Saverio Galluccio. Per un confronto con i dati delle scorse elezioni politiche (in cui il M5S ha raccolto il 27.22%) è fondamentale stabilire quale dei due dati scegliere: se si considera quello più alto, la differenza è dell'8%, altrimenti del 14%. Alle scorse elezioni politiche si era votato anche per tre presidenti di regione: in Lombardia, in Lazio e in Molise. In tutte queste regioni la differenza tra il voto riportato dal candidato M5S e il risultato del partito alle elezioni nazionali ha oscillato tra il 5% e il 10%, e questo divario si è mantenuto intatto anche per il Friuli. Ciò vuol dire che il M5S non solo conferma la sua minore capacità di imporsi sul territorio anche per la sua struttura liquida, basata sulla rete e sul megafono Grillo, ma anche che non cresce, tenendo conto di quest'ultimo fenomeno, rispetto a due mesi fa, contrariamente a quanto detto da molti sondaggi che lo danno in netta crescita (oggi il TG di La7 lo dava al 29%, primo partito d'Italia e davanti alla coalizione di centrosinistra): insomma, almeno qui in regione il M5S ha temporaneamente fermato la sua avanzata.

Nota locale
Nel mio comune, Varmo, il centrosinistra è andato male, come sempre. Non solo la Serracchiani ha ottenuto percentuali inferiori rispetto alla media regionale, ma anche nei confronti di quella della circoscrizione di riferimento. Inoltre, il PD rispetto alle scorse elezioni regionali ha perso 165 voti, quasi metà delle preferenze (373) ottenute nella stessa competizione del 2008, anche se va ricordato che da noi il crollo dell'affluenza è stato significativo (dal 69% al 49%) e allora il M5S non c'era. Questo dato, insieme al fatto che alle ultime politiche praticamente nessuno sotto i trent'anni nel mio comune ha votato PD (come si può evincere nella differenza tra i risultati per il Senato e per la Camera), mi preoccupa, soprattutto se penso che il segretario del circolo del mio comune, tale Federico Pittoni, ha 25 anni: se non riesce a convincere i suoi amici coetanei, come pensa di persuadere gli altri? Per di più, quando è venuto a casa mia per fare campagna elettorale per un candidato di sua fiducia, non ha saputo darmi altre motivazioni se non "Io lo conosco e lo stimo" e "Vuole accorpare i comuni" (cosa non scritta nel suo volantino), e io gli ho rotto le scatole per un'ora alla ricerca di una risposta convincente... Dirigenza PD locale, che aspetti a trarre le conclusioni sulla pochezza di un segretario che sul giornale dice che "Il consiglio comunale perde tempo a discutere del piano regolatore"?

martedì 19 febbraio 2013

Ippica

Ormai la politica mi ha così stancato che mi dedico all'ippica.

Ippodromo di Spinòl

di A. Mancia e S. Bressan
Corsa dopo corsa, Fan Idole inizia ad avere una certezza: la scuderia Bien Comun è ormai in netto vantaggio ma se nella Manche de la Chambre la vittoria è sicura in quella de le Senat il rischio è di trovarsi con un podio poco definito. L'ultimo trotto clandestino nel modernissimo Ippodromo di Spinol conferma questa sensazione e rilanci dubbi pesanti sulla reale forma di Varenne.

Oggi si è corso davanti a duemila spettatori ed è finita più o meno come l'altra volta. I cavalli iniziano ad avere una forma molto prossima a quella definitiva e non ci dovrebbero essere grandi sorprese al Gp di domenica e lunedì. La scuderia Bien Comun finisce davanti a tutti con un tempo complessivo di 32,7 secondi: a guidare il gruppo ci pensa Fan Idole in un eccellente 27,3''. Dietro trotta rapido Gebrazac che con i suoi 4,7'' migliora di poco le ultime prestazioni registrate sul miglio. Central Democratique e Fan de le Garofan chiudono a 0,3'' ciascuno e rafforzano il vantaggio della scuderia che parte da sinistra.

Distanziati di 3,4 secondi arrivano gli azzurri di Maison Liberté. Con il loro 29,3 chiudono secondi e vanificano una rimonta che fino a poche settimane fa sembrava possibile. Varenne è stanco e non va oltre i 17,7 secondi, uno dei tempi più bassi registrati nelle corse clandestine di questi giorni. Sul rettilineo finale al fantino Burlesque non è riuscito l'azzardo del sorpasso e ha dovuto così accontentarsi di rendere meno netta la vittoria di Pier le Smacchiateur. Riprende quota il nordico Groom de Bootz: con 5,3 secondi e trainato soprattutto dai tifosi lombardi dimostra di avere da qui a domenica ancora qualche margine di miglioramento. Chiudono il gruppo Freres Tricolor a 3,2 secondi e il destrorso Hirosaka a 2,7.
Nel mezzo della pista continua il declino di Ipson de la Boccon: le sue scuderie rimangono inchiodate ad un tempo poco brillante. Con 11,4 secondi complessivi i tre cavalli bianchi si fanno superare anche dal cinque volte stellato Igor Brick. Mario de le Montaigne porta il suo destriero a 7,3 secondi, ma a preoccupare sono la lentezza dello scudocrociato Ipson de Mormal (3,2 secondi) e del derelitto Ipson de Tullien fermo ai nove decimi di secondo. Igor Brick è in splendida forma: corre il miglio in 13 secondi e mezzo e si dimostra capace di uno sprint di rilievo anche nel finale: non è impossibile cresca ancora da qui a domenica.

Dietro di lui, su questo tracciato, va sempre molto bene Petit Jean e il suo Non aux Declin: 5,7'' per lui, stesso tempo del guatemalteco Galopin du Zacapa. Mancano il tempo qualificazione tutti gli altri, ma questo già si sapeva.

 Copiato da Notapolitica.ithttp://notapolitica.it/2013/2/18/manciabressan_ippodromo_spinol2.aspx

lunedì 18 febbraio 2013

La lotteria elettorale - Oltre gli ultimi sondaggi

La settimana scorsa questo blog vi aveva offerto un'analisi accurata di diversi sondaggi, condotti sia a livello nazionale sia su 5 regioni diverse.
In Italia non è possibile pubblicare nuovi sondaggi, ma tale divieto è facilmente aggirabile: il blog "Huffington Post" infatti quest'oggi ha pubblicato delle indagini statistiche effettuate per conto della banca svizzera Credit Suisse sulle prossime elezioni in Italia.

Medie dei sondaggi sulle percentuali di voto su scala nazionale. Linea grigia continua, Centro-Sinistra; linea blu continua, Centro-Destra; linea nera continua, Centro; linea tratteggiata, Movimento 5 Stelle. Fonte: Credit Suisse
Ebbene, a livello nazionale Credit Suisse concorda con i risultati che noi abbiamo pubblicato: il Centro-Sinistra avanti di 5 punti percentuali, Monti quarto dietro al Movimento 5 Stelle. Questo ci fa piacere, perché indica due cose: Credit Suisse ha seguito la nostra stessa metodologia (compiere una media tra diversi sondaggi) e dà gli stessi risultati, a riprova che le cose le abbiamo fatte bene.
Credit Suisse ha però condotto indagini più approfondite sul consenso a livello regionale, decisivo per il Senato.
Calcolo dei seggi attribuiti al Senato per ciascuna regione in base ai sondaggi. Le regioni in grassetto vedono il Centro-Sinistra in vantaggio ma entro l'incertezza dei sondaggi, quelle evidenziate in blu invece vedono le due coalizioni appaiate. Fonte: Credit Suisse
Rispetto ai nostri sondaggi, vi è una differenza sostanziale: noi davamo come totalmente incerte solo Lombardia e Sicilia, loro ci mettono anche il Veneto, e la cosa ha per me dell'incredibile, conoscendo le tendenze della regione governata da Zaia. Quanto sia affidabile Credit Suisse poi lo dice il fatto che non sanno neanche scrivere il nome della mia regione: per loro io vivo in Fiuli...
Scherzi a parte, tale tabella mostra risultati in cui tutte le regioni in bilico sono assegnati al Centro-Destra: basterebbe che ne conquistasse due su tre, e la coalizione PD-SEL avrebbe una maggioranza di 172 seggi anche al Senato.
Ma quanto è probabile questa evenienza, sempre secondo Credit-Suisse?

Scenari post-elettorali e loro probabilità. Fonte: Credit Suisse.

L'istituto di credito svizzero ritiene che lo scenario più probabile sia una coalizione tra Centro e Centro-Sinistra, ma afferma anche che c'è una probabilità su 4 che il Centro-Sinistra ottenga una maggioranza sufficiente anche al Senato.
Vale la pena provarci? Secondo me sì, e infatti Bersani sarà in Lombardia martedì 19 e a Palermo, con Renzi e Crocetta (il presidente della regione) mercoledì 20.
E questo mi spinge, con un rinnovato endorsement da PDino dichiarato, a spingervi a votare per PD o SEL: non lasciate che la politica liberista del centro o quella cattolica di Casini influenzino la coalizione su temi come lavoro o diritti civili.

martedì 5 febbraio 2013

A volte ritornano - La gioiosa macchina da guerra

Mi piacciono molto i ritorni, mi danno sicurezza e tranquillità: penso al ritorno dei Take That, che mi hanno dato la sicurezza di 30enni urlanti che per rievocare la loro adolescenza andata hanno costretto i loro uomini a portarle a concerti pallosissimi...


Ma ci sono anche altre rievocazioni, che mi fanno venire dei brividi seri, per le conseguenze che potrebbero avere e per la loro assurdità.
In un suo post scritto in un italiano migliore del solito (o era particolarmente sobrio o particolarmente ubriaco, l'alcool infatti aiuta la padronanza delle lingue, come ci dice questo autorevole studio), il nostro autorevole Zurota mostrava il calo del distacco tra le coalizioni PD-SEL e PDL-Lega è calato nelle ultime settimane, a causa, secondo lui, della propensione di molti italiani a farsi aggirare dal venditore di pentole brianzolo e dall'inefficace strategia di comunicazione di Bersani & Co.
Concordo su questa analisi e la integro con una battuta detta da Crozza stasera (5 febbraio) a Ballarò.


In una frase stasera ha riassunto le pecche comunicative della sinistra: "Il Financial Times e il New York Times sono contro di me? Coglioni, chi lo capisce l'inglese in questo paese? Quanti leggono "Chi" e quanti leggono il Financial Times e il New York Times?".
A parte la citazione, sempre tratta da Berlusconi (sui coglioni che votano a sinistra), Crozza ha colto il punto. È indubbio che Berlusconi parta da un vantaggio enorme (possiede vari media molto popolari), e la sinistra che fa, si crogiola di editoriali di prestigiosi, ma non letti dalla massa, giornali?
Lorella Zanardo (famosa per il suo documentario "Il corpo delle donne") in un post sul suo blog su "Il Fatto Quotidiano" lo disse già a dicembre: una sinistra che sa del vantaggio che le televisioni danno a Berlusconi dovrebbe concentrarsi nelle piazze, usare circoli, sezioni e quant'altro per uno sforzo di comunicazione sul territorio, e invece non c'è niente di tutto ciò: dalle mie parti in Friuli ancora non ci sono i manifesti elettorali, solo quegli anti-estetici porta-poster di metallo, orrendi da vedere, tristemente vuoti, e mancano 19 giorni alle elezioni.
A queste considerazioni ne aggiungerei solo un paio.
  1. Se poi in TV ci mandi a parlare persone più per la loro fedeltà e il sostegno che ti hanno dato nelle primarie, invece di gente che sa parlare in maniera comprensibile senza scendere nel volgare, ti meriti la riedizione della "gioiosa macchina da guerra": parti come Occhetto pensando di fare sfracelli e fare man bassa di voti e seggi e poi perdi miseramente. Perché invece non utilizzi più persone come Michela Marzano, che ieri da Formigli a Piazza Pulita ha fatto un figurone contro la Santanché, senza scendere al suo livello e parlando in maniera semplice, chiara, diretta e convincente?
  2. Bersani poi, invece di diventare più combattivo per cercare di scongiurare un possibile pareggio, dopo tutti gli attacchi di Monti (che è andato contro il PD più volte che contro Berlusconi, che lo ha fatto cadere), ha la grandiosa idea di preannunciare l'inciucio con lui: vorrei sapere chi sono gli spin doctor della sua campagna elettorale...
Io non credo che Berlusconi possa davvero vincere, ma è certo che riuscirà a non farlo fare a nessun altro, e quindi i governissimi sono dietro l'angolo.
Che tristezza, stiamo andando verso il baratro e non ce ne accorgiamo proprio.

domenica 3 febbraio 2013

Sondaggi e pronostici

Vediamo gli ultimi sondaggi di SWG (fonte: Scenari Politici)

Guardando in fondo si vede che tra il 7 dicembre e ieri la situazione si è evoluta nel seguente modo:

Berlusca 21.4% --> 27.8%
Monti 9.4%  --> 14.2%
CSX 36.8% --> 32.8%
Ingroia  5.2% --> 5.0%
Giannino 2.5% (14 dicembre) --> 1.5%
Grillo 19.7% --> 18%

Indecisi 26.0% --> 18.2%
Astenuti 17.0% --> 11.8%

Sembra che Berlusca stia convincendo gli indecisi/astenuti e che il centrosinistra stia perdendo voti a favore di Monti - spero non in favore del Berlusca. Forse anche il quasi 2% perso da Grillo sia confluito a Berlusca (o a Monti?).

La situazione è grave. Mancano 3 settimane al voto e l'ufficio marketing della destra ha sicuramente in testa altre dichiarazioni e azioni che smuovono il voto degli idioti - dico idioti perché in base ai sondaggi l'acquisto di Balotelli ha portato tra l'uno e il 2% di voti. Non capisco il ragionamento di quelli che prendono decisioni politiche in base al calcio (ricordo che il calcio è crimine), lo posso spiegare solo con l'idiozia.

Mettiamo che il trend continui (e sono ottimista, potrebbe andare anche peggio) e ci ritroviamo con:
Berlusca 30%
Monti 17%
CSX 30%
Ingroia 5%
Grillo 17%

Cosa succede? Come ha scritto il buon Phastidio "Se le elezioni confermeranno i sondaggi, avremo un solo problema: quale nuovo tecnico scegliere per Palazzo Chigi".

Molto vero. 

Ipotesi: con i numeri sopra non dovrebbe esserci una maggioranza. Che succede? Cose già viste. Se si può comprare un Balotelli con 20 milioni, qualche dozzina di deputati si comprano anche per meno.

Quali? Grillini e montiano. Ricordo che tra i montiani ci sono i democristiani di Casini e fascisti di Fini. I Grillini sono un mistero, ma come ha detto lo stesso Grillo 2 anni fa quando l'ho visto qui a Zurigo parlando degli eletti alle amministrative "mi aspetto in 1-2 anni di perdere il 20-30% degli eletti. Sentiranno l'odore dei soldi e passeranno al PDL-PD" (quoto a memoria, ma il senso era quello).

Quindi?
Quindi prevedo merda. A palate, a secchiate, solida, liquida. Di tutto e di peggio.
Auguri.




PS: segnalo anche un post di Marckuck che rimanda ad un suo post del 2008: "Piccoli indizi di una sconfittà che verrà". Tutto attuale. Purtroppo.

PS2: questi si meritano Berlusca a vita.




 

I candidati

Giovedì scorso abbiamo organizzato un incontro pubblico con 13 candidati della circoscrizione estero alle prossime elezioni.

La preparazione è stata alquanto complicata tra inviti, autoinviti, gestione dei co-organizzatori, discussioni sulla struttura della serata, preparazione delle domande ecc...

Das Spuma und der Spritz era presente con la Maria Moderatrice, lo Smarmello introduttivo e conclusivo, lo Spessotto cronometrista, lo Zurota dietro le quinte ad occuparsi di comunicazione, diplomazia e bar. Lo Steve assente giustificato per motivi di studio.




La scaletta prevedeva una breve introduzione (2 minuti a candidato) e poi domande preparate da noi. 3 minuti per la risposta. Le domande erano su vari temi: Europa, sanità, attualità, diritti civili, ammortizzatori sociali. A seguire domande dal pubblico. Per prevenire comizi e domande idiote abbiamo passato dei fogli al pubblico e le abbiamo filtrate.



L'introduzione è passata liscia anche se alcuni "volti nuovi" della politica erano un po' emozionati.

Passando alle domande ci siamo resi conto che la preparazione dei candidati era un po' scarsa (eufemismo). Tanti non hanno neanche tentato di rispondere alle domande, ma sono partiti per la tangente. Personalmente non credo che le domande erano troppo difficili: mi aspetto che le persone che vogliono sedere in parlamento abbiano una conoscenza di base di quello che sta succedendo nel mondo e in particolare su questioni che saranno chiamati a decidere e votare. Come sempre sono troppo ottimista.

Inoltre siamo stati criticati anche per non aver trattato temi "svizzeri", temi ai quali era interessato il pubblico (la gente) presente. Abbiamo chiesto alcune domande "locali", ad esempio sull'assicurazione privata ed modello scolastico svizzero comparato a quello italiano, ma volevamo evitare di fossilizzarci su IMU, Consolati e discorsi simili.

Il motivo che ci ha spinto ad evitare domande troppo locali era semplice: gli eletti quando siedono in Parlamento rappresentano tutta la nazione e non solo i loro elettori. Infatti votano su tutte le leggi, mica solo per le leggi che riguardano gli emigrati in Svizzera (in termini tecnici è il divieto di mandato imperativo art. 67 della Costituzione).



Le risposte dei candidati erano molto spesso fuori tema. Ad esempio al Partito Comunista è stato chiesto di spiegare la loro visione di società post-capitalista, ma il candidato ha risposto attaccando Monti e Berlusconi. Per l'IDV ho preparato una domanda su candidati impresentabili sul caso Andolina, ma il candidato non era ben informato sul caso. Peccato.
Il leghista era il tipico prodotto leghista. Attacchi, volgarità e solite promesse.
Il pidiellino si è presentato come non di destra ne di sinistra - e uno si domanda "che ci fai coi dipendenti di berlusca?".
Il PD ha presentato politici scafati, la Garavini ha parlato abbastanza bene su istruzione.
I grillini potevano fare meglio e cavalcare i loro temi con più aggressività, ma sono giovani alla prima esperienza politica.
Il candidato di Fare per fermare il declino mi è sembrato convincente e appassionato.




And the winner is: SEL. Quello annoiato a destra è Bozzolini che a detta di tutti è stato il più convincente. Ha risposto alla domanda (su MPS), è preparato e appassionato. La sua collega Catia è stata l'unica a far ridere la sala quando parlando di diritti civili voleva dire che la sindaca di Zurigo è lesbica e non le veniva la parola. 



La serata purtroppo si è conclusa in caciara. In breve a Zurigo tanti pensionati sono stati frodati da un dirigente del sindacato INCA (vicino a CGIL). Da quel che ho capito questo tipo ha incassato il capitale delle pensioni e poi pagava la rendita ai pensionati. Una specie di schema Ponzi. Quando ha finito i soldi e ha smesso di pagare le pensioni è scoppiato tutto. Giustamente i frodati sono incazzati.

Loro volevano partecipare all'incontro. Sul palco. Abbiamo rifiutato concedendo loro di fare una domanda. Purtroppo la loro non era una domanda ma un attacco diretto e violento contro l'on. Farina del PD, reo a loro dire di non averli difesi. Ovviamente Farina si è arrabbiato rispondendo a tono e da lì il volume è aumentato. Diciamo che la prossima volta arruoliamo anche dei buttafuori.

Comprendiamo la frustrazione dei frodati anche perché in passato si sono affidati al senatore PDL Di Girolamo (quello che è stato arrestato), quindi si sentono abbandonati dalla politica. Quello che non accettiamo è la maleducazione e violenza dimostrata durante l'incontro.


Mia personale conclusione: c'è molta mediocrità in giro. Non avevo grandi aspettative ma il livello mi ricordava il periodo in cui facevo il supplente in prima superiore e alla domanda "Quanto è il 20% di 100 euro?" mi hanno risposto convinti "2000!". Non ci siamo.

Per questo svettava Bozzolini che non ha detto niente di geniale, ma ha semplicemente detto cose serie, senza usare slogan (l'unica cosa ha citato la Tobin Tax che è cosa bella, buona e giusta, solo che non funziona). Inoltre è molto alto.

Durante la serata ascoltando basito alcuni candidati mi è venuto in mente il video un po' vecchio di Guzzanti sulla scelta dei candidati. Sembra che vengano scelti veramente così.



Nota di colore: a fine serata abbiamo offerto un rinfresco e abbiamo chiesto ai candidati un contributo. Il contributo maggiore è venuto dal partito più "piccolo": il Partito Comunista - onore al merito.
Stranamente nessun contributo da PDL-Lega.

giovedì 31 gennaio 2013

Oggi!!!

Ricordiamo a tutti il grande incontro di oggi con i candidati esteri alle elezioni italiane.

Ce ne saranno 14: dal PDL & Lega (il leghista si è invitato all'ultimo momento e magnanimamente è stato accettato dal Comitato Organizzatore) al Partito Comunista.

La Spuma e lo Spritz appoggiano questa iniziativa, in particolare il rinfresco finale.



domenica 27 gennaio 2013

Ingroia ed Andolina

Oggi sul solito FB vedo alcune polemiche sul fatto che anche Ingroia candida "impresentabili" in Friuli Venezia Giulia.

Leggo e sobbalzo, l'impresentabile è Marino Andolina! Vedo articoli del Fatto e di Libero. Ma Andolina è ben noto a Trieste, noto e stimato, quindi vederlo paragonato a personaggi come Verdini e Cosentino mi fa male.

Premetto che non sono un esperto di medicina, ma leggendo un po' ho una mia opinione, per quel che vale.

Sulla candidatura posso capire che si ignori chi sia la persona e che si ignorino i fatti e quindi fermandosi al fatto che Andolina sia indagato (e torniamo alla precedente polemica tra la Spuma e lo Spritz sui giudizi e le sentenze) si possa pensare male. Ma come sempre io ho questa utopistica idea che i giornalisti dovrebbero fare proprio questo mestiere, invece si limitano a pigiare sui tasti senza pensare un attimo.

Mi delude anche Ingroia, che sentito il casino dell'impresentabile invece di informarsi si defila e in pratica chiede ad Andolina di farsi da parte. Secondo me ha sbagliato, doveva informarsi, capire che che questo poteva essere politicamente utile per parlare delle cellule staminali ed "usare" Andolina. Ma alla fine la ragione politica prevale, la forma sopra la sostanza, che oggi non bisogna avere indagati, neanche indagati per aver fatto la cosa giusta contro una legge ingiusta.

Vi prego di vedere questo video del 2009 dove Andolina spiega che per quello che sta facendo - curare persone con le staminali - riceverà un avviso di garanzia. Lo sapeva, ma evidentemente pensava fosse meglio curare le persone. Che scemo!

Infatti paragona la situazione ai processi contro Galileo!



Inoltre: cercando un po' di informazioni ho trovato perfino un articolo del Giornale che 4 mesi fa difendeva Andolina (ovviamente per attaccare i giudici, ma si sa la politica del Giornale).

Riporto alcuni passaggi di questa intervista, ma vi invito a leggerla integralmente:

Dott. Andolina, ci parli di come nasce il suo lavoro, il suo impegno…
“Ho cominciato nell’ 84 a fare trapianti di midollo. Sono stato il primo pediatra in Italia, il mio impegno principale era questo. Poi, casualmente, mi sono imbattuto in una terapia cellulare, cioè con cellule diverse di quelle che si usano per il trapianto di midollo e, quindi, senza saperlo, nell’86-87 ho fatto il primo trapianto di cellule staminali per una malattia genetica.”
Fatto dove?
“L’ho fatto a Trieste. In ospedale. Con cellule staminali prese da una placenta. Poi, l’ho fatto un paio di volte, i pazienti sono guariti, però avevo altro da fare diciamo, ero molto impegnato con i trapianti di midollo e ho lasciato stare. Poi, ho cominciato ad iniettare, anche lì per caso, iniettare cellule per via lombare in pazienti con malattia genetica: anche lì sono migliorati drammaticamente…”
Favorevolmente vuole dire?
“Certo, favorevolmente, casi gravissimi certo, perché erano pazienti comunque trapiantati col midollo che non aveva funzionato e quindi avevano associato questa terapia intratecale, che vuole dire per via lombare. E lì anche questo ha funzionato, solo che in quel momento avevo solo pazienti con malattia molto avanzata, quindi, stavano meglio ma non potevo godersi la vita, diciamo e ho avuto un certo ostacolo da parte della comunità scientifica per cui ho detto: ‘beh, ragazzi io ho altro da fare, lasciamo stare anche le malattie genetiche’. Quindi, nei primi anni Novanta ho lasciato anche questa terapia per via intratecale, che per quel che mi risulta potrebbe essere stata anche la prima al mondo anche quella.”

(...)
E mi becco un avviso di garanzia, perché uno dei pazienti, dopo un anno dalla sospensione delle cure per volontà della famiglia, muore di vecchiaia, di una polmonite curata in un modo piuttosto –diciamo- sfortunato”.
Lei viene accusato di cosa?
“Di omicidio, perché è morto dopo le staminali, un anno dopo; ovviamente, l’incriminazione va in nulla, perché era assurda l’accusa, però, intanto, i giornali ne hanno parlato nei termini ‘muore dopo le staminali’. “
Giornali seri?
“Uuu, anche ‘Le Iene’. ‘La Stampa’ di Torino ‘assatanata’. Da quel momento, tutta l’attività sulle staminali viene indagata come irregolare; io sospendo questa attività, perché il mio ospedale, il ‘Burlo Garofolo’ di Trieste, mi ferma; cerchiamo nell’aprile 2010, cambiando il direttore generale, di ripartire. Costui promette pubblicamente –è registrato- di ricominciare secondo i crismi della ‘legge Turco’ del 2006, tutto in regola. Un giurista ci dice che possiamo farlo, anzi dobbiamo farlo. Arrivano i Nas di Torino e minacciano il mio direttore di sanzioni penali se ci prova. “

(...)
Lei tecnicamente è sotto indagine?
“Ah, sì certo, però anche chi mi sta indagando, penso, potrebbe esserlo.”
Ma lei che ne pensa di un Paese del genere?
“Beh, io quando voglio rilassarmi vado in Iraq, a passare un po’ di tempo in un Paese civile”.
Iraq?
“Iraq, Afghanistan, Darfur, Somalia. Mi rilasso, mi passa la rabbia, mi sento pù al sicuro anche.”

(...)
Lei dice che con le staminali gli effetti ci sono veramente?
“In alcune malattie si guarisce, in altre ne fermano la progressione, perlomeno diciamo che di solito nelle peggiori delle ipotesi vedo piccoli miglioramenti.”
Che si deve fare?
“Arrabbiarsi”.
Vi state muovendo sul piano istituzionale?
“Su tutti, dal Presidente della Repubblica, al Papa non ci siamo ancora arrivati, ma non lo escludo.”
Ma di cosa siete accusati?
“Di avere violato le regole sulla produzione dei farmaci, quindi pericolosi alla salute”.
Di cosa si tratta, per caso, della lobby dei farmacisti?
“A livello europeo la lobby farmaceutica, a livello locale l’Aifa, che per motivi che non conosco ha deciso così”
Ma i risultati scientifici?
“La vita della gente è secondaria, i timbri sui fogli di protocollo sono più importanti delle vite, quello che importa è la forma mai la sostanza.”

(...)

Drammatica è anche la storia della piccola Smeralda. Il padre Giuseppe Camiolo, che ha evidenziato la sua positiva esperienza in rianimazione pediatrica dell’ ospedale “Nuovo Garibaldi” di Catania, dove si trova la bambina, ha risposto a qualche nostra domanda:
“Il caso è di nostra figlia, la seconda di due gemelline, nate il primo marzo del 2011, bambine sane, perfette, purtroppo al parto qualcosa non è andata bene, non posso addentrarmi su questo punto perchè c’è un procedimento legale. La bambina ha avuto un’asfissia tossico-ischemica, la bambina in coma, sentenza di morte, bambina che vivrà pochissimo e anche se se vivrà sarà per sempre in uno stato vegetativo, legata ad un respiratore e ad una pompa per essere nutrita. Queste le prospettive della nostra bambina.
Da quel momento chiaramente da genitori di una bambina sana, traumatizzata alla nascita, non ci siamo fermati, abbiamo iniziato a cercare quale potesse essere la soluzione, un aiuto da dare a questa bambina, l’unico aiuto che si può dare ad un danno cerebrale oggi è nelle cellule staminali, l’unica speranza. In Italia la materia è controversa.
Abbiamo trovato nella Stamina foundation che ha fatto una collaborazione con gli Ospedali Riuniti di Brescia, quindi, il secondo ospedale in Italia, un’ eccellenza, hanno fatto un accordo a norma di legge, hanno varato un protocollo per trattare i pazienti con cellule staminali. Abbiamo mandato la storia clinica di Smeralda, è stata approvata da un comitato etico, abbiamo fatto due delle cinque dosi che doveva fare la bambina. Fatto sta che la bambina dopo le prime due infusioni di cellule staminali ha iniziato ad avere dei piccoli miglioramenti, certificati dai medici di Catania, qindi, parte terza, non coinvolta, al chè arriva un’ordinanza che blocca tutto”
Chi ha fatto l’ordinanza?
“L’ordinanza l’ha fatta l’Aifa, che è l’agenzia italiana del farmaco. L’ha fatta a metà maggio. Di fatto bloccano una terapia approvata a norma di legge, approvata da un comitato etico, iniziata con dei miglioramenti che stavano avvenendo, quindi mi stanno dicendo che mia figlia praticamente deve morire così”.
Lei cosa farà adesso?
“Ho chiesto aiuto a tutte le istituzioni, le cariche istituzionali più alte, ho denunciato il fatto alla Procura della Repubblica di Brescia, spero che qualcuno ricordi prima di essere un uomo e poi di essere una carica istituzionale, quindi a tutela del cittadino.”

giovedì 24 gennaio 2013

lunedì 24 dicembre 2012

Natale (elettorale) in casa Della Mora

Vi ricordate i Natale di una volta? Quelli belli, in cui si mangiava come porci altri porci, quasi al limite del cannibalismo, 


o ci si annoiava coi familiari? Per intenderci, quelli in cui in televisione non c'era niente, a parte i cartoni animati per bambini, le messe e Natale in casa Cupiello?



Oggi purtroppo non fanno più vedere né Pinocchio né il Canto di Natale con Topolino (sia benedetto Youtube, che ancora mi permette di vedere questo capolavoro che tanta gioia mi ha dato nell'infanzia).


Questo Natale però non ci sarà di che annoiarsi, ne sono sicuro. Oggi, domenica 23 dicembre, abbiamo avuto una prova di come questo sarà un Natale elettorale. Era il giorno in cui ci si aspettava l'annuncio di Monti della sua candidatura, e quindi tutti ad attendere novità a riguardo e le eventuali reazioni.
La giornata è cominciata con questo colloquio pubblicato su Repubblica tra Monti e Scalfari, in cui il presidente del consiglio e il fondatore della testata analizzano la situazione politica attuale: peste e corna su Berlusconi e auspici per una collaborazione post-elettorale del Centro col PD. Il premier dimissionario poi illustra quello che dovrebbe essere secondo lui il programma del prossimo governo, ma sembra dubbioso su una sua eventuale candidatura.
Anche alla luce di questa intervista l'attesa per la rituale conferenza stampa di fine anno del presidente del consiglio era enorme.


Dopo "sole" due ore di interventi non si capiva ancora se il Mario tanto amato da Zurota si sarebe candidato, ma era sempre più chiaro che ormai Monti si pone in contrapposizione con Berlusconi e non lo ritiene avversario degno di rispetto politico.
Ma la lunga giornata televisiva di Monti ancora non era finita: c'era infatti ancora un'ospitata da Lucia Annunziata, e qui finalmente, in maniera più chiara secondo me, ha annunciato la sua intenzione di sostenere il Centro e prestare il suo nome come candidato premier. Ricordiamo che Monti non può candidarsi per il Parlamento, in quanto Senatore a vita, ma la legge attuale prevede che ogni coalizione indichi in anticipo il suo candidato presidente del consiglio. Tutto ciò a patto che oltre a Fini e Casini vi siano liste della società civile (su questo tornerò dopo).


Ovviamente, il venditore di pentole di Arcore non poteva rimanere fermo a guardare, specie perché era già programmato un suo intervento in un programma "notoriamente" ostile ai politici: "L'arena" di Massimo Giletti su Rai 1. Qui Berlusconi ha mostrato la sua tendenza a non riuscire più a parlare con nessuno: vuole solo platee adoranti e giornalisti o presentatori che facciano da spalla, che lo lascino parlare per ore e che si limitino solo ad annuire come Watson con Sherlock Holmes. Ancora una volta, le parole d'ordine sono "Via tasse, contro i complotti dell'Europa della Merkel e con tante facce pulite di imprenditori". Per ora dico solo che è triste vedere un anziano signore di 76 anni parlare come un ragazzino dopo una canna...
Insomma, la giornata di oggi ha mostrato la nascita di due blocchi che vogliono contendersi per il futuro la leadership della destra: i cosiddetti centristi, che vogliono Monti, e i lacché di Berlusconi, sempre più prigionieri della sua figura. Non serve che dica che io tifo per Monti: il nostro paese avrebbe tanto bisogno di una destra finalmente decente.
E gli altri in tutto questo? il PD ufficialmente si limita a una nota di Bersani, ma non poteva mancare D'Alema, che ribadisce che il PD il suo candidato ce l'ha e vuole vincere, pur nel rispetto di Monti e con la volontà di un dialogo post-elettorale per i problemi gravi ancora in sospeso che non possono essere risolti da una sola coalizione (quest'ultima è una mia interpretazione, però). Da notare la sua difesa di Vendola, descritto come un uomo di governo da valutare per i suoi atti. Chi non ci crede può guardare il video sottostante.


Nel frattempo, infine, Ichino e altri 3 parlamentari "renziani" hanno annunciato la loro intenzione di candidarsi in una "Lista Monti".
Altre reazioni, tra cui quelle di ovvia chiusura di Ingroia e i suoi "Arancioni", potete trovarle qui. Segnalo solo il silenzio di Grillo, sul cui blog l'ultimo post parla della raccolta firme necessaria per potersi candidare.
La situazione delle liste principali, quindi, è la seguente: per ognuna di esse, i commenti sono esclusivamente miei, e l'ordine di apparizione è dato dai risultati dei sondaggi pubblicati su termometropolitico.it, che però non tengono conto delle evoluzioni odierne.

1) PD+SEL+Socialisti, candidato premier Bersani. 
Non ho mai nascosto la mia preferenza per Bersani e per il PD, quindi mi limiterò a dire che per ora sono i favoriti, ma la candidatura di Monti potrebbe attirare alcuni "moderati" a disagio con la linea di Bersani, Fassina (responsabile economia del PD) e Vendola; secondo me però questo aiuterebbe solo a fare più chiarezza e connotare questa come una coalizione classica di sinistra europea, dal profilo social-democratico e quindi progressista. Se il PD da un lato garantirà in Europa che non si stravolgerà quanto fatto dal governo Monti, dall'altra Vendola farà una giusta opera di pressione per modificare qualcosa, specie in tema di esodati (su cui comunque il PD, una volta tanto, si è mostrato battagliero) e riforma del lavoro. I socialisti? Nome nobilissimo, ma al momento non pervenuti, almeno mediaticamente parlando. PD e SEL hanno programmato le primarie per i loro parlamentari il 29 e il 30 dicembre, data un po' ostica ma il tempo era veramente poco. Il segretario Bersani si riserva un elenco di 100 nomi decisi da lui che compariranno nelle liste elettorali, cosa in teoria giusta visto che il segretario e candidato premier ha diritto ad avere un certo numero di uomini di fiducia nel Parlamento. Spero però che questo elenco comprenda molti elementi della società civile e non vecchi ripescati non eletti alle primarie: per ora l'unico segnale è negativo, vista la mancanza di esponenti "ambientalisti" alle primarie, spero che si rimedierà.

2) PDL + Lega(?) + Fratelli d'Italia + La Destra, candidato premier Berlusconi.
Ancora una volta la destra all'italiana, sempre più impresentabile in Europa (basta vedere il sostegno di tutto il PPE a Monti all'ultimo congresso), ma ancora seconda nei sondaggi e in risalita dopo l'annuncio di Berlusconi della sua sesta candidatura. Il PDL, secondo Berlusconi, candiderà molte facce nuove ed elementi finora estranei alla politica: tutti imprenditori (50%, secondo quanto annunciato oggi da Giletti) o sindaci al secondo mandato (20%, sempre la stessa fonte). Io però sono stufo che la società civile siano solo imprenditori o simili: e le forze sindacali? Gli operai? I precari? La Lega ufficialmente ancora pone come condizione che Berlusconi non si candidi, ma sono convinto che, in cambio dell'offerta del PDL a sostenere la candidatura di Maroni in Lombardia alle regionali, questo dettato svanirà: la Lega sa che da sola in Lombardia non vince e si condanna all'isolamento a livello nazionale, per non parlare poi delle minacce di Berlusconi di far cadere le giunte in Veneto e Piemonte, a presidenza leghista, in caso di mancato accordo per le elezioni nazionali. Fratelli d'Italia è la nuova lista fondata da La Russa, Crosetto e Meloni (questi ultimi due definiti "Il gigante e la bambina"), fuoriusciti dal PDL che non sanno staccarsi dal padrone ma che vogliono cercare di rifarsi una dignità, magari per tenere le mani libere dopo le elezioni. Infine, La Destra di Starace, pardon, Storace, ché un po' di fascisti non mancano mai...

3) Movimento 5 Stelle, candidato premier non pervenuto.
Hanno essenzialmente 3 pregi: sono tutte facce nuove, giovani e piene di entusiasmo, hanno già scelto i parlamentari tramite consultazioni online e sono un partito unico, quindi con una struttura e dinamiche decisionali teoricamente facili. Di contro, non hanno ancora scelto il loro candidato premier, le loro parlametarie (le votazioni per scegliere i parlamentari) hanno visto la partecipazione di quattro gatti e le dinamiche democratiche interne sembrano assenti, ossia pare che valga solo la legge di Grillo e Casaleggio e chi non è d'accordo viene subito espulso. Per altre considerazioni, rimando al mio post su di loro.

4) UDC + FLI + Italia Futura + Lista Monti(?) + Montiani PDL, candidato premier Monti.
I centristi, preoccupati fino a qualche giorno fa per le titubanze di Monti, oggi sono più sereni: il loro candidato in pectore ha accettato la contesa elettorale. Secondo i sondaggi, infatti, la discesa in campo di Monti varrebbe almeno 6 punti percentuali. Se l'UDC di Casini e FLI di Fini sono cosa nota, la Lista Monti e Italia Futura dovrebbero soddisfare il desiderio di Monti di avere candidati della cosiddetta società civile. Anche qui mi incavolo col fatto che questi siano solo amici di Montezemolo o accademici: come se tutti in Italia avessimo una fabbrichetta o una cattedra. I Montiani del PDL sono essenzialmente i seguaci di Frattini, qualche democristiano del PDL che solo ora ha trovato il coraggio di mandare a quel paese il capo, dopo averlo appoggiato per 18 anni: troppo tardi, secondo me. I centristi sono però ancora prigionieri di veti incrociati: Montezemolo non vuole Fini, Fini non vuole i fuoriusciti del PDL, ma alle elezioni tutto si ricomporrà, vedrete.

5) "Arancioni" + Federazione della Sinistra + Italia dei Valori(?), candidato premier Ingroia(?)
Nonostante non abbia ancora definitivamente sciolto le riserve, sembra che sia Ingroia il candidato di una lista che vede esponenti "civici" (gli Arancioni), la cara vecchia Sinistra radicale che fu, o i suoi rimasugli (la Federazione della Sinistra, unione di Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani) e l'Italia dei Valori. Ingroia ha comunque già annunciato che non vuole Diliberto e Di Pietro in lista, per segnare un vero cambiamento, e apre a PD e Movimento 5 Stelle. Personalmente mi stanno anche simpatici e apprezzo la volontà di cambiamento vero che sembrano offrire, ma non approvo che Ingroia, per quanto lo rispetti, si candidi così poco tempo dopo aver lasciato la magistratura in Italia. Inoltre, non capisco perché si dicono pronti a dialogare col PD ma poi si presentino da soli. Altre considerazioni nel post del magnifico Zurota.

P.S.: non ho menzionato Fermare il Declino, ma ancora non si sa se si presenteranno alle elezioni o chi sosterranno, quindi non sapevo dove metterli.

lunedì 17 dicembre 2012

Intenzioni al voto al 14 dicembre

Queste sono le intenzioni di voto al 14 dicembre pubblicate da Fermare il Declino (fonte SWG):


Da notare:
a) la variazione riportata è fuorviante, dato che riporta la differenza in punti, ma non in percentuale pur indicando la percentuale;
b) in una settimana, guardacaso proprio quando l'essere immondo ha sparato tante cazzate da sembrare Abe Simpson e non qualcuno che la ggente potrebbe votare nel mondo reale, il PDL è salito del 20%.



Farò un sondaggio che comparirà nella colonna destra per monitorare le intenzioni di voto dei lettori.

domenica 9 dicembre 2012

Il nano si ricandida, Monti si dimette: primarie per i parlamentari?

Per fortuna che esiste la politica italiana a ravvivare i miei noiosi (seppur comodamente divanosi) pomeriggi in Italia...
Dopo aver sfogliato gli annunci di lavoro e aver mandato un paio di curriculum, non si può riempire il tempo da disoccupato guardando solo l'ennesima replica della fiction Carabinieri, serve qualcosa che dia più pathos che la recitazione di una Manuela Arcuri da Oscar (di cerume...) E così, eccoci qui a parlare di politica, il tema di questo blog assieme ai fegatelli di vita comune.
Dopo l'annuncio della sfiducia del PDL da parte di Angelino Alfano (e che affidabilità può avere uno con un nome da bambino di 5 anni...), Monti, il preferito del master di questo blog Zurota, ha deciso di dimettersi.
Le analisi sono tante: Berlusconi voleva tornare in campo col botto, e Bersani e il PD non ci stavano a farsi rosolare fino alla scadenza naturale da un Berlusconi irresponsabile, ad esempio, per non dire come, secondo molti, la legge attuale va ancora bene a molti partiti.
Ma qui vengono due considerazioni:
1) Voteremo con la legge elettorale definita porcata dallo stesso autore Calderoli, ancora non potremo scegliere (almeno in Italia, per i parlamentari all'estero ci sono le preferenze) i nostri parlamentari.

2) Ancora il nano...

Per fare come Marzullo, e rispondere alle mie stesse osservazioni, mi verrebbe da dire che il PD, dopo le primarie per il premier, deve fare anche quelle per i parlamentari: dopo il flop delle parlamentarie in termini di partecipazione, sta a noi (io, a differenza di altri in questo blog, dichiaro esplicitamente la mia parte politica) mobilitare le persone per smentire chi dice che il Porcellum va bene anche al PD.
E proprio per battere il nano, e qui arriviamo alla seconda osservazione, le primarie dei parlamentari sono una risposta efficace per controbattere con una mobilitazione popolare chi ha il dominio delle televisioni servili (vedere questo servizio del TG5), ma non bastano. Le persone non devono solo scegliere delle facce: devono discutere di temi, e capire che questa volta verranno davvero ascoltati. È ora, come dice questo bell'articolo di Lorella Zanardo, di tornare tra le persone, e non illudersi che stare su internet o sui giornali possa davvero fare presa e mobilitare tanti elettori, in modo da non avere problemi neanche al senato. Per questo, ora mi stacco da internet, vado a dormire e domani vado in bar: magari qualche elettore lo convinco per davvero, chi lo sa...
Intanto, godetevi uno che davvero sta tra la gente e nei bar: è la mia buonanotte, per oggi :)