martedì 25 marzo 2014

Le cinque stelle e i cinque buchi neri del M5S

Che siate simpatizzanti o no del Movimento 5 Stelle (da qui in poi M5S), è innegabile che la novità più dirompente degli ultimi anni siano loro. Ho parlato in varie occasioni, anche su questo blog, del M5S, ma non ho mai provato un'analisi profonda (per quanto ne sia io in grado) su di loro.
Questo post, ispirato anche da una conversazione avuta con il buon Marco Magini (qui la mia recensione del suo primo libro), vuole essere un tentativo di tracciare quelli che sono, almeno secondo me, i suoi punti di forza e di debolezza. Ho scelto di elencare 5 aspetti positivi e 5 negativi per contiguità al nome del M5S. I buchi neri sono, per chi non lo sapesse, corpi nello spazio che, a causa della loro enorme densità, assorbono tutto quello che si trova nei loro dintorni, anche la luce, e per questo li ho indicati come il contrario delle stelle, che sono facilmente associabili a qualcosa di positivo e sono emettitori di luce. Dopo questa parentesi didascalica, ecco le cinque stelle e i cinque buchi neri del M5S. Dove non diversamente specificato, i dati qui esposti sono presi da un'indagine SWG pubblicato da l'Espresso.

Le cinque stelle

Rappresentano il disagio diffuso

Quando si dice che sono solo protesta e niente proposta si tende a sottolineare un problema (di cui parlerò più avanti) reale di questo movimento, ma si sottovaluta un suo aspetto importantissimo. Perché è vero che, se non tutta, una grossa parte del disagio (per usare un eufemismo), se non si è tuffata nell'astensione, ha scelto di votare il M5S. Ad esempio, Grillo sul suo blog nel 2006 pubblicava un ebook che raccoglieva gli sfoghi di tutti coloro che lavoravano al limite dello sfruttamento, grazie anche alla liberalizzazione selvaggia del mercato del lavoro e al fiorire incontrollato di svariate tipologie di contatto. Questo per dire che il M5S è molto attento a cogliere e a interagire con le diverse forme di disperazione che oggi esistono nel nostro paese, cosa che i partiti che si definiscono di sinistra (tutti, PD incluso) oggi non riescono a fare. E per cosa erano nati i partiti di sinistra se non per rimuovere il più possibile le diseguaglianze sociali? Il risultato? Il consenso del M5S tra coloro che si sentono poveri o a rischio povertà è maggiore rispetto a quello degli altri partiti.

La forte penetrazione giovanile

Questa foto vuole essere spiritosa, vi prego
non linciatemi per essa
Una quasi immediata conseguenza della grande capacità di rapportarsi con i più disagiati della società è la forte penetrazione giovanile. Questo perché le fasce più giovani si stanno costruendo la loro vita in una condizione economica più drammatica e con minori prospettive rispetto ai loro genitori. E infatti, un terzo degli elettori del M5S ha meno di 35 anni, mentre la percentuale di popolazione italiana tra i 18 e i 34 anni corrisponde al 22% (fonte: ISTAT 2013). Di converso, il M5S raccoglie meno voti rispetto alla sua media generale tra coloro che hanno più di 50 anni. Non è solo questione di disagio però: va dato atto a Beppe Grillo di essere stato tra i primi a capire le potenzialità del web. Il suo fiuto gli ha consentito di passare dalla demolizione dei computer durante i suoi spettacoli a un blog che è tra i più letti al mondo, quando questo strumento non era ancora diffuso come oggi. E poiché la popolazione più giovane è quella che ha più familiarità con questi strumenti di comunicazione, la penetrazione al suo interno è molto alta. 

Il costo della politica

In altri luoghi ho scritto che su molte cose il M5S ci marcia (ad esempio, la questione dei rimborsi in parlamento, a cui ha rinunciato perché altrimenti, da legge 96/2012, avrebbe dovuto depositare la dichiarazione dei redditi di Grillo, vero buco nero di cui discuterò più avanti). Però, in ogni caso, quei soldi non li hanno presi, buona parte dello stipendio dei parlamentari M5S va in un fondo per le piccole e medie imprese costituito dall'allora ministro Saccomanni, anche su loro forte pressione, e operano un forte controllo sulle spese degli enti locali (l'ultimo esempio, la provincia di Bolzano).
In generale sono i più netti a parlare della necessità per la politica di dare l'esempio e ridurre le spese e i costi in un periodo di crisi, in modo da mostrare maggior credibilità quando si parla di sacrifici per la popolazione. È vero, i gesti simbolici non risolvono i problemi dell'Italia, ma è più credibile se parla di sacrifici necessari un politico che rinuncia a molti benefit o uno che vi è pervicacemente attaccato? D'altro canto il M5S è molto abile a raccogliere piccole donazioni da molte persone, secondo un modello di raccolta fondi che è quello che ha aiutato Obama nel 2008 a vincere alle presidenziali USA. Un sistema che andrebbe studiato, non per abolire completamente il finanziamento pubblico, ma per ridimensionarlo ed evitare l'influenza dei privati che possono permettersi cospicue donazioni proponendo un'alternativa efficace.

La dimensione locale

Ho scelto questo titolo e non la parola "radicamento territoriale" perché secondo me il consolidamento locale del M5S non è forte, anzi (ne discuterò più avanti).
È però vero che il M5S sostiene in maniera molto netta alcune battaglie locali, come ad esempio quella di chi non vuole la costruzione della linea ad alta velocità tra Torino e Lione.
Ma non è il solo esempio che si può fare: si pensi all'inceneritore a Parma, opposizione grazie a cui, almeno in buona parte, il M5S ha vinto alle elezioni comunali del 2011, o in generale alla forte pressione che fanno su alcuni temi come la gestione dell'acqua. Insomma, laddove c'è una battaglia locale molto forte, c'è sempre una bandiera del M5S. Detta in maniera scherzosa, ma non troppo, anche il presenzialismo è importante: non si può sempre e solo parlare di riforme e di massimi sistemi in televisione.

L'accreditamento internazionale

Concludo la mia lista di cose positive del M5S con una piccola notazione: uno come Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'economia del 2001, non scrive sul sito del PD, ma sul blog di Beppe Grillo. L'introduzione all'ebook di cui parlavo prima, ad esempio, è sua. Questo perché il M5S coglie dei temi che sono oggetto di dibattito internazionale e ne parla diffusamente, idee che altrove non sento nemmeno nominare. Certo, quanto poi riescano a convertire queste cose in proposta politica è un altro discorso, ma intanto si riconosce, almeno su alcuni punti, un respiro internazionale che spesso ad altre forze manca. 
[AGGIUNTA: 27/03/2014]: È vero che Stiglitz conosce e ha scritto pure sul blog di Grillo, ma l'affermazione di quest'ultimo secondo cui il Nobel per l'economia avrebbe scritto il programma del M5S è un falso, come si può vedere qui.

I cinque buchi neri

La retorica e la logica di guerra

Come mostra la copertina qui riportata, il M5S si sente in una guerra, solo contro tutti, e agisce di conseguenza. Questo atteggiamento purtroppo non è nato col M5S, anzi: costituisce forse l'elemento più significativo del degrado della politica degli ultimi 20 anni. Gli schieramenti politici nascevano pro o contro Berlusconi, le urla dei talk show politici mostravano dei dialoghi tra sordi e in generale non c'era spazio per il confronto vero tra visioni diverse della società. Anche il M5S non è estraneo a ciò, lo porta addirittura all'estremo: hanno voglia a dire che sono pronti a confrontarsi in parlamento se poi non solo Grillo, ma anche Di Battista, che è parlamentare, dice "siamo in guerra". Il M5S non si sottrae purtroppo alla retorica vuota: basta pensare a questo video che vede Di Battista fare uno show per le telecamere a scapito di Speranza.

Io fossi stato in quest'ultimo, a vedermi il parlamentare del M5S che voleva bloccarmi l'accesso alla sala stampa per le dichiarazioni ai giornalisti (si vede all'inizio del video), avrei detto: "Siccome esiste ancora la libertà di parola, ti prego di farmi passare per potermi garantire questo mio diritto. Se vuoi, quando ho finito, potremo discutere per tutto il tempo che vuoi, anche di fronte alle telecamere, ma occhio: se non mi lasci parlare per fare un tuo comizio, io prendo e me ne vado". E se Di Battista non mi avesse lasciato finire neanche questa frase, me ne sarei andato facendomi ben sentire mentre dico "Con chi non vuole ascoltare io non parlo". Ma purtroppo era Speranza, non un politico con più esperienza e personalità, e quindi queste cose non le ha dette.
Il punto è: se la vuota retorica è tra le cose peggiori della politica attuale, perché il M5S ne fa pieno uso? 

Post-ideologia e contenitore vuoto

Il suo programma ne è il perfetto esempio: non c'è analisi, non c'è una cifra, solo un elenco di obiettivi tipo lista della spesa senza però nemmeno una parola su come si vogliono realizzare le cose. Anche su questo, non sarebbe ora di una forte discontinuità col passato? Ma soprattutto, non vedo quale sia la visione del M5S: qualcuno potrà rispondere "La buona amministrazione". Ma allora io controbatto: "Per fare cosa?" Come ho già detto in un altro mio post, se possono essere condivisi da tutti i risultati che si vogliono raggiungere (crescita, meritocrazia, parole usate e abusate), meno lo sono i modi in cui li si vuole raggiungere. Il programma M5S è decisamente carente su mercato del lavoro (con l'eccezione del reddito di cittadinanza e una generica "abolizione della legge Biagi"), politica migratoria, diritti civili, politica estera (tranne l'uscita dall'euro): non mi paiono temi da poco. Ho letto sul numero di Internazionale dedicato a Renzi che, secondo un giornalista, il motivo del successo di Renzi è che rappresenta un contenitore vuoto in cui ciascuno può riversare le proprie frustrazioni e trovare una qualche risposta. Immagine che secondo me si attaglia abbastanza bene anche al M5S.

Radicamento territoriale

Se in precedenza ho scritto che il M5S è molto bravo a buttarsi in battaglie locali importanti, tuttavia il suo radicamento territoriale non è elevato: basta pensare che, alle elezioni locali, prende tra un terzo e metà dei voti che ottiene alle elezioni nazionali. Questo perché quando il frontman non è Grillo ma il candidato presidente o sindaco, viene fuori la scarsa penetrazione nel territorio (normale per un partito agli inizi, ma il M5S ha ormai 4 anni d'attività e la visibilità non gli manca) e non c'è il maggiore traino elettorale, che è e resta ancora Grillo. E di partiti così dipendenti dal proprio leader secondo me non ce n'era ulteriore bisogno.

Leadership e democrazia interna

Molti penseranno che questo punto sia logoro, ma per me è ancora di vitale importanza: il PD, per quanto sgangherato, ha ancora meccanismi per cui si può cambiare chi comanda (l'anno scorso erano tutti bersaniani, oggi tutti renziani), ma il M5S? Vi scordate che Beppe Grillo è proprietario del simbolo e tesoriere del partito (una concentrazione di cariche che neanche il Partito Fascista aveva), chi esprime dissenso nei suoi confronti viene subito cacciato (le ultime espulsioni a ciò erano dovute, chi ha un po' di onestà intellettuale non può negarlo) e nel M5S si critica la disciplina di partito salvo poi teorizzare modifiche costituzionali per cancellare la libertà da vincoli di mandato del parlamentare (art. 68) o introdurre multe salatissime per chi vota contro il gruppo (Grillo nella sua ultima intervista con Mentana). Chi gestisce un partito in questo modo, come si comporterà poi al potere in caso di vittoria alle elezioni? Senza per forza parlare di dittatura, ma che ascolto può promettere alle minoranze chi si comporta così in casa propria?

Conflitto d'interessi

E già: questa non ve l'aspettavate, vero? Però esiste, e il conflitto d'interessi nel M5S assume tratti a volte enormi. Tralasciamo per un momento il discorso del blog (praticamente unica porta d'accesso al mondo del M5S, vista la disparità di contatti raggiunti da esso rispetto ad altri siti).
Il famoso sistema operativo del M5S, come Grillo stesso ammette nella già citata intervista con Mentana, tramite cui gestire le votazioni e i sondaggi ma non solo, è della Casaleggio Associati. Possibile che non ci fosse un'altra ditta che poteva farlo? Che siano soldi pubblici o raccolti da donazioni, sono sempre denaro dei cittadini usati per foraggiare una ditta vicina al M5S. Per altri partiti si sarebbero fatti discorsi ben peggiori (e spesso purtroppo a volte vanno fatti).
Andiamo però al blog: provate ad installare il plugin adblock, che blocca i video pubblicitari, e poi ad accedere al sito beppegrillo.it. Troverete grandi difficoltà, perché il sistema vorrà per forza farvi vedere le pubblicità prima dei video, ad esempio: ma se la pubblicità non è importante, perché chi non la vuole praticamente non può guardare il sito? Questo perché Beppe Grillo, che certo non vive d'aria, fa molti soldi anche col suo blog. Niente di male, se non fosse che praticamente il M5S deve per forza passare per il suo blog (il cui indirizzo compare anche sul simbolo elettorale).
Come ho poi accennato prima, è per questo che il M5S non ha i rimborsi: per ottenerli dovrebbe depositare la dichiarazione dei redditi del proprio tesoriere, ossia Grillo (indicato come tale nello statuto del movimento). E si scoprirebbe così che Grillo, per fortuna, non è povero (altrimenti come farebbe a mantenere la casa al mare che voleva affittare a 13mila euro a settimana?): niente di male, per carità, ma come ci rimarrebbero i militanti M5S se si dimostrasse, tramite dichiarazioni dei redditi, che la politica ha rimpolpato, e parecchio, le tasche di Grillo? Perché Grillo è un leader politico, non dimenticatelo: parla di alleanze a livello europeo possibili, dice la sua su ogni consultazione interna, come giustamente fa un leader.

Conclusioni

Se il M5S offre alcuni interessanti spunti, porta avanti dei temi che una forza politica dovrebbe fare propri, e offre un modello di autofinanziamento e sobrietà in politica, dall'altra la dipendenza dal suo leader e il filo conduttore che lo lega alla Casaleggio Associati, anche economico, è alto, e spesso prende dai politici tradizionali i vizi peggiori. Insomma, se su molte cose non rappresenta questa grandissima discontinuità con gli altri partiti, perché votarlo? Preferisco ancora un partito che, nel bene e nel male, ha un forte radicamento territoriale, un dibattito politico completo al suo interno, e che in esso ha tantissime risorse che potrebbero migliorarlo: devono solo prendersi lo spazio. Già, prenderselo, perché nei partiti funziona così: anche D'Alema e Veltroni rottamarono Occhetto, ad esempio. Non ci si può aspettare che chi comanda ceda facilmente il posto, ma così ha sempre funzionato il mondo, i Greci ci avevano persino scritto una tragedia: l'Edipo Re.

6 commenti:

  1. Non ti piace il termine guerra, ok, io lo trovo adeguato, ma per amore di dibattito mi limiterò al termine contrapposizione. Perchè votare il M5S? Perchè oggi c'è una netta contrapposizione tra due schieramenti, quello delle multinazionali (dettto a volte dei "poteri forti") e quello di chi vuole abbatterli. Quando Chavez, Cristina Kirchner, Correa e altri presidenti latinoamericani hanno annullato i "contratti" bicentenari con la Monsanto e soci che di fatto sancivano lo sfruttamento di suolo e risorse dei paesi neocolonizzati la stampa e le tv hanno gridato ai dittatori ai neo-castristi, ma la verità è tutta un'altra (come nell'assurda propaganda anti Maduro di queste settimane). Ma se comincio con l'america latina non vengo alla fine del ragionamento che volevo fare, perciò cerco di ritornare sull'argomento...
    Nel "blocco occidentale" c'è questa apparente sfida tra due grandi partiti, laburisti e conservatori, democratici e repubblicani e da noi Pd e Pdl. Storicamente le due fazioni derivano da due concezioni diverse (per semplificare diciamo De Tocquevile e Marx), ma, almeno dal dopoguerra queste concezioni sono rimaste solo propaganda e specchietti per le allodole. Il Pd e il Pdl non hanno rilevanti discrepanze per quello che riguarda gli accordi con le multinazionali (dico multinazionali, ma per esempio come ben riportano le indagini di Libera nel caso della cricca dei videopoker, anche mafia, 'ndragheta e camorra), per quel che riguarda i rapporti internazionali su temi etici (ne cito solo uno, che è tra quelli che sento di più, ma mai sui media, ovvero quello della proprietà dei semi per cui si battono solo gli antroposofi e poche piccolissime associazioni di agricoltori...) e bellici (anche se a turno uno fa la parte del buono come nelle coppie dei crabinieri). Questo è il sistema capitalista, globalista, consumista, non so come definirlo, ma sono convinto che sia il Pd che il Pdl (o chiunque verrà al suo posto) si batteranno con tutte le forze per preservare...
    In questo contesto in tutto il mondo stanno nascendo dei gruppi alternativi AL SISTEMA DOMINANTE che vorrebbero la netta contrapposizione alla dominanza di queste multinazionali dello sfruttamento del pianeta e degli esseri umani. Un passo indietro dal punto di vista del capitalismo, ma un passo avanti verso quella che penso sia la vera natura dell'essere umano. In qualche caso questi gruppi si sono persi (vedi i Piraten tedeschi o #occupyWallstreet), in moltissimi casi in questi gruppi si sono infiltrati esperti del sistema che ne hanno sradicato la natura (gran parte dei movimenti di "ribellione" nei paesi dell'est o delle primavere arabe...), altri erano invece dei propri tentativi di golpe militare avvallata dai soliti stati capitalisti (in Venezuela solo in ordine di tempo).
    Non so che percorso potrà seguire il M5S, spero che continui sulla strada che sta percorrendo in questi primi anni di vita, non facendosi corrompere come hanno fatto quasi tutti prima di loro (la Lega, apparte certe propagande razziste aveva cominciato anche urlando contro i ladri e i corrotti e oggi è indagata in ogni posto dove ha messo piede e portafoglio...). Se cadranno nella tentazione sarò il primo a condannarli così come sono stato sempre onesto a scusarmi con gli amici jugoslavi quando il governo D'Alema che avevo sostenuto bombardava un paese sovrano che non ci aveva mai dichiarato guerra...
    Oggi il Movimento è una grande speranza, l'unica che vedo all'orizzonte. Certo ci sono tante cose ancora da fare per migliorarsi, ma certo la soluzione non potrà mai essere quella di fare degli accordi con coloro che non condannano e non si contrappongono ai veri tumori di questo secolo... (Konte)

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  2. Konte, la tua risposta non fa altro che confermare quello che ho scritto: lo spirito del M5S, o almeno quello degli eletti, non è di contrapposizione, ma di guerra a tutto campo. Non c'è solo il sostegno a delle idee che si ritengono giuste, ma anche la convinzione che da chi è fuori dal movimento non possa venire fuori nulla di buono. Questa divisione manichea del mondo (noi i buoni, gli altri tutti cattivi), questo vedere la realtà solo in bianco e nero quando invece ha mille sfumature e colori, ma soprattutto la convinzione che tutto il resto sia solo un nemico da abbattere sono la negazione della politica, che per definizione è confronto tra proposte chiare che però possono anche contaminarsi di volta in volta. E badate bene che lo spirito di guerra non è mai salutare: porta, in nome della propria supposta superiorità, a coprire anche le infamie dei propri compagni di battaglia, perché chi contesta il movimento o anche prova solo a esprimere un dissenso è per forza una spia o un traditore. E che tu, Konte, che hai una formazione filosofica, non colga in questa negazione del relativismo e del suo spirito di tolleranza un grave pericolo, mi stupisce...

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  3. Ciao,
    mi trovo d'accordo sulle 5 stelle e su i primi 3 buchi neri. Quello che forse avresti dovuto approfondire e' la faccenda della "multa", quella della "pubblicita' sul blog" e non capisco bene la frase "...che la politica ha rimpolpato, e parecchio, le tasche di Grillo?". Mi spiego:
    - la multa: scorrendo velocemnte wikipedia, il recall e' uno strumento utilizzato in vari paesi ma non in italia. Quello che propone grillo e' diverso da "multare chi vota contro". L'idea, per come l'ho capita, e':
    - I cittadini votano un canditato che, grazie alla fiducia dei cittadini, vince le elezioni
    - Il candidato che ha vinto le elezioni "delude" i cittadini che l'hanno votato, che perdono la
    fiducia nel candidato vincitore.
    - I cittadini votano per "revocare" il mandato al candidato che precedentemente li aveva
    convitni ma dal quale, adesso, si sentono delusi
    - Dato che non esiste una legge che puo imporre al candidato di andarsene, Grillo ha
    previsto con un contratto privato, di multare il candidato che in questo caso non si
    dimetta spontaneamente.
    Assumendo che il Recall possa piacere o meno (a me piace) non vedo niente di sbagliato nell'idea di Grillo che in pratica propone in "recall di fatto" dove questo manca da un punto di vista legislativo (e ho come l'impressione che se questa idea fosse venuta da Renzi tutto avremmo detto che bella idea... ma e' mia opinione).
    - La pubblicita': Come dice grillo nell'intervista da te menzionata, mantenere un server costa e parecchio. Lui parla di 250mila euro l'anno... magari dovremmo controllare l'attendibilita' di questa cifra... ma magari ci puo stare. Ora, premesso che non hanno richiesto, per motivi politici che definire condivisibili, il finanziamento pubblico, in che modo dovrebbero affrontare questa spesa? E anche, se hai un web-programmer o come lo vuoi chiamare te di cui ti fidi, con cui sei amico e con il quale hai gia avuto soddisfacenti rapporti lavorativi, che motivo c'e' di andare a cercarne un altro? (ovvero la domanda e': siamo sicuri che non siamo talmente abituati male da vedere corruzione e favoritismi anche laddove questi sono assenti?). Il fatto che il sito ti rompa le scatole su usi ad-block e' una cosa normale e "giusta" se ammetti che il fatto che i soldi proventi dalla pubblicita' sono necessari all'autosostentamento del sito...
    -In che modo la politica ha "rimpolpato e parecchio le tasche di Grillo?" Cioe' e proprio una domanda che ti faccio: dove e' la fonte di questa affermazione...

    Inoltre, riguardo la leadership... e' evidente che il movimento e' nato dietro l aproposta di Grillo che, nonostante cio che lui sostenga, ne e' il leader (quasi) indiscusso... La differenza tra il M5s e il Pd e', a mio parere, l'eta'. Le caratteristiche (intese anche come l'idea/ideologia che lo ispira) di un partito come il PD sono (dovrebbero essere) chiare da decenni, un movimento appena nato, che evidentemente non ha storia, puo essere facilmente deviato da quella che era l'idea del fondatore... ed e' di questo, immagino, che Grillo ha paura...

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  4. Riccardo, parto citando una tua frase finale: "un movimento appena nato, che evidentemente non ha storia, puo essere facilmente deviato da quella che era l'idea del fondatore... ed e' di questo, immagino, che Grillo ha paura...". Ti faccio una domanda: un movimento appartiene al fondatore o a chi lo vota? Perché giustificare una leadership parecchio repressiva di ogni dissenso interno con questa motivazione cozza con quanto Grillo stesso dice, ossia che il movimento deve ora camminare dalle sue gambe (salvo poi fare lo spettacolo teatrale "Te la dò io l'Europa" proprio in occasione delle Europee, ma vabbeh, altro conflitto d'interessi). Quindi, delle due l'una: o il M5S ha una leadership repressiva, e ciò è in contraddizione con quanto Grillo stesso afferma di volere, o non ce l'ha, e allora mi vanno spiegate le anomalie che ho già presentato.
    Sul recall: una risposta semplice è che non è ammesso dalla costituzione. A meno che non la si cambi, essa prevede l'assenza di vincoli di mandato per i parlamentari, e la scelta "o ti dimetti o paghi una penale" in caso di dissenso (la frase "non hai rispettato il programma" è assolutamente vaga come formulazione) lo è, che piaccia o no. Se poi si vuole introdurre la procedura del recall, facendo tutte le modifiche, anche costituzionali, del caso, prima il M5S deve prendere i voti per poterlo fare, altrimenti ogni procedura che tenti di aggirare la costituzione al momento è incostituzionale (e di parole sull'essere difensori della costituzione il M5S ha riempito la bocca di ogni suo parlamentare).
    Sui soldi: Report ci aveva fatto un servizio, proprio la trasmissione della Gabanelli (a volte i ricorsi storici sono fenomenali). Calcoli attendibili (http://www.polisblog.it/post/89423/quanto-guadagna-beppe-grillo-con-il-blog) portano ad almeno 2 milioni di euro, direi non male, e decisamente più di quanto costi mantenere il server, anche accettando la cifra ritenuta anche da te poco attendibile dei 250mila euro. Ma il punto è uno: perché quando si tratta del M5S tutto è in buona fede mentre invece per gli altri c'è solo malafede? Perché se un parlamentare non eletto viene assunto come consulenza per un altro partito si chiama "riciclare il trombato" mentre nel caso del M5S è "scegliere uno fidato", anche se non ha un curriculum eccellente? E non parlo a caso: da ex e futuro residente all'estero ti posso citare il caso di Gambardella, trombato alle elezioni, organizzatore del M5S per l'estero e quindi fidato di Grillo e assunto come consulente del gruppo M5S in una Commissione parlamentare nonostante il curriculum non proprio eccezionale. La fonte: i Meetup di Grillo e le loro chat su FB, qui https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152062741049125&set=a.10151224070459125.465608.672194124&type=1. Ditemi se il link non funziona in caso, ho salvato la foto e la pagina. Ma comunque, il punto è che Grillo gestisce il movimento è dà a chi vuole lui, e non a chi decide il movimento, certi incarichi importantissimi, e questo porta guadagni a imprenditori che sostengono il movimento: se non è conflitto d'interessi questo...

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  5. Ciao,
    La gestione di Grillo e' repressiva... si... e solo Grillo dice che non lo sia... per me e' una repressione "ancora giustificata"... questo e' quello che tentavo di dire...
    Sul recall: non so se e' possibile, ma l'idea di far firmare ai candidati un contratto privato in cui SE VENGONO SFIDUCIATI DAI CITTADINI CHE LI HANNO ELETTI (non da grillo ma dallaggente -come direbbe qualcuno) questi o tornano a casa o pagano una penale mi sembra, come dicevo, un "recall difatto", chiaramente limitato a quel partito/movimento (mi suona come il fatto che ogni partito puo decidere se fare o meno le primarie).
    I soldi: 2 mln di euro (almeno) di pubblicita' andrebbero verificati tanto quanto 250 mila euro di server all'anno.... in ogni caso... quale sarebbe il conflitto di interessi? cioe'... io sono casaleggio, ho un'azienda informatica (non so come si chiamano), Grillo vuole fare un blog e contatta la CA, questi gli preparano il blog, il software per le elezioni on line (che sperabilmente e' fatto bene) e ovviamente sopra ci vogliono guadagnare... il blog cresce, le spese aumentano per pagare le spese (e per continuare a guadagnarci) aggiungono pubblicita' al blog... ora... anche se casaleggio persona guadagnasse 5 mln di euro l'anno dalle pubblicita' sul blog, sono soldi guadagnati da una attivita lavorativa (producono PIL e paga le tasse - sperabilmente). Non mi sembra che il movimento 5 stelle abbia mai proposto una legge secondo la quale la CA non deve piu pagare le tasse o che possa favorire in alcun modo la CA... (una delle prime tasse abolite da Berlusconi, per fare un esempio banale, fu la tassa sui frigoriferi quando ancora possedeva catene di supermercati -non so se li possiede ancora).

    Riguardo Gambardella... non ho assolutamente idea della storia di questo tipo... ma non ho trovato riferimenti a Grillo nel link da te indicato... In ogni caso... se c'e' una mela marcia e si butta giu l'albero allora in italia non avremmo partiti gia da un po di tempo... Ancora.. tu hai indicato il caso di un presunto arrivista e di casaleggio... quali sono tutti questi altri imprenditori?

    PS. Per capirsi non sono un sostenitore del movimento 5 stelle... mi interessa solo lo scambio di opinioni...

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  6. Riccardo, che tu sostenga o no il M5S non fa differenza: io parlo con chiunque sia disponibile all'ascolto. Sarò schematico
    1) Gestione repressiva. Quello che penso io è che non si può accettare una gestione repressiva e monocratica. Io capisco quello che tu dici, Riccardo, ossia che un movimento agli inizi abbia bisogno di maggior compattezza per non rischiare di morire nella culla, ma la democrazia interna non può essere sacrificata per questo. Basterebbe poco: la gestione operativa (blog, comunicazione etc) potrebbe essere affidata, invece che a Grillo e Casaleggio (mai eletti o confermati da nessuno), a un organismo assembleare, eletto con un meccanismo simile alle parlamentarie.
    2) Recall. Un contratto come quello che tu ipotizzi è illegale: essendo garantita dall'art.68, la libertà di scelta del parlamentare, una volta eletto, non può divenire oggetto di contrattazione. O si cambia la costituzione, o una tale ipotesi non è solo illegittima, ma incostituzionale. I metodi per liberarsi del parlamentari sfiduciati dai cittadini ci sono già: si possono cacciare dal gruppo parlamentare e poi non candidare per la prossima legislatura. Ah, il modo in cui sono decise le espulsioni ora è plebiscitario (con una logica che era cara alle dittature: il fascismo ad esempio era pieno di plebisciti), poiché il meccanismo è "Prima la classe dirigente si esprime e poi voi iscritti siete chiamati a confermare la nostra decisione". E riguardo gli unici due casi in cui i dirigenti sono stati sconfessati, in uno (le consultazioni con Renzi) Grillo se ne è altamente fregato della volontà degli iscritti.
    3) Soldi. Se il blog guadagnasse soldi con le sue sole forze non ci sarebbe niente di male. Però non è così: il sito beppegrillo.it è l'unico il cui indirizzo è riportato nel simbolo del M5S (pur esistendo in teoria un sito solo del movimento), tant'è che esso ha anche una sessione dedicata al M5S stesso, riempita di pubblicità come il resto del sito. Il blog fa soldi perché è lì che si concentra, al di fuori del Parlamento, l'attività politica pubblica del M5S. E fare soldi tramite l'attività politica è un limpido esempio conflitto d'interessi.
    4) Imprenditori. Sì, mi riferivo a Casaleggio, non tanto a Gambardella (che imprenditore non è), né ad altri, ma il mio punto era (e per questo citavo Gambardella): la forza del M5S è dire che sono antropologicamente diversi dagli altri, ma al suo interno vi sono privati che fanno soldi grazie alla politica, gli stessi sono arbitri e giocatori in campo, si fanno favoritismi ai fedelissimi del capo... In cosa il M5S è diverso come raffigura i partiti che vuole abbattere? Per questo tale argomento è pretestuoso, e guardando le proposte dei partiti quelle del M5S mi lasciano quasi sempre perplesso.

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