martedì 5 marzo 2013

Domande di finanza #2 - risposte ai commenti

Rispondo al commento di Igor, ad Andrea ha risposto Roberto, poi rispondo a Stefano - le domande in corsivo blu:

"io ho due domande a cui onestamente non trovo risposta (forse banale, e mi scuso in anticipo), e m'interessa la tua opinione:
i) secondo te l'austerità è la scappatoia più papabile (ridurre il debito ad un livello tale da rendere un default impossibile) nel nome dello status quo (una EMU imperfetta) che eviti al più possibile la naturale progressione delle cose - BCE lender of last resort/mutualizzazione del debito/banking union/political union - oppure ha qualche fondamento economico al momento?"


Quando studiavo economia monetaria internazionale avevo come libro di testo il De Grauwe.che diceva chiaramente che le unioni monetarie per funzionare devono essere vere unioni (anche fiscali con meccanismi di trasferimento tra paesi in surplus e deficit), quindi quella è la direzione. Che fare nel mentre? Bella domanda. L'austerità (dal mio punto di vista finanziario, non sociale) è al momento necessaria per la fiducia dei mercati. Che attaulmente si dia troppa importanza ai mercati sono d'accordo, ma la "dipendenza" dei mercati è stata cercata dall'eccesso di credito (ovvero indebitamento degli Stati) ed ora come un tossico deve ridurre la dipendenza. 
Sono europeista e penso ci siano più benefici a proseguire con l'Euro che a buttarlo nel cesso per colpa degli errori politici che sono stati fatti alla sua creazione. Ad esempio avere un mercato unico del debito (bond europei e non dei singoli paesi) ridurrebbe immediatamente il costo del debito per i paesi periferici.


ii) che fare mo con sta Italia che non cresce? svalutazione (interna) competitiva (ma tanto siamo alla frutta)? de-regolamentazione e liberalizzazione (ma con i lavoratori atipici che si fa)? lotta all'evasione (ma quanto ci si mette?)?

Eh, qui siamo alla frutta. Cosa sarebbe ideale? Politiche keynesiane di spesa pubblica? Al momento non sono fattibili per i criteri europei, inoltre progetti tipo il ponte di Messina non so quanto siano produttivi.

Riduzione delle tasse sul lavoro (cuneo fiscale)? Sì sono cose da fare, ma di nuovo rispettando i vincoli di bilancio, inoltre serve ridurre l'evasione per ridurre la differenza del peso fiscale tra dipendenti ed autonomi.

Il vero problema è la produttività (si veda dov'è l'Italia nel grafico) e su questo è difficile intervenire nel breve periodo.

 


La crescita economica è funzione di:
a)      Lavoro
b)      Capitale
c)      Aumento della produttività / progresso tecnologico / capitale umano

Sul lavoro c'è poco da fare, dato che la disoccupazione è altra; Capitale sì, l'Italia se non sbaglio ha pochi investimenti stranieri, sia per il protezionismo sulle grandi aziende, sia per la difficoltà a fare business (infrastrutture, burocrazia, corruzione) che spaventano gli investitori esteri.

Neanche io ho risposte, cerco di interpretare ho più domande. Come scrive il sempre bravo Phastidio: "andrà molto peggio prima che vada meglio".

Altra questione, più profonda, è quella sollevata da Andrea, cioè se il sistema attuale è sostenibile. 

Cito il blog defunto Suddendebt.blogspot.com:

"In the "real" world, where physical fact always trumps populist monetary neo-theology, Permagrowth is impossible by definition.  The Second Law of Thermodynamics reigns supreme, i.e. there is no perpetual motion machine - and can never be.
The entropy of the universe tends to a maximum is the "classical" expression of the Second Law, so I come up with a corollary: as the universe always tends to disorder, so debt always tends to default.

In other words, since Permagrowth is impossible so is Permadebt."

 

PS: Sull'Euro sto leggendo "From Contagion to Incoherence - Toward a model of the unfolding Eurozone Crisis". Vediamo se fornisce qualche spiegazione interessante.

4 commenti:

  1. Solo da corollario alle puntualissime risposte di Zurota, che ringrazio molto, è questo interessante post del sempre ottimo De Grauwe:
    http://www.voxeu.org/article/panic-driven-austerity-eurozone-and-its-implications
    Spero di non aver fatto cross-posting...
    Igor

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    1. Sì, bello l'articolo. Però, ribaltando il concetto posso dire che lo spread troppo basso prima della crisi ha lasciato i paesi del sud liberi di non gestire bene i bilanci ed indebitarsi troppo con tassi troppo bassi relativamente al rischio-emittente.

      Comunque la questione del "fear&panic" è assolutamente corretta, i mercati sono troppo orientati al breve termine, il trading è fatto di testosterone. Oggi la borsa di Milano va su del 2% - perché? boh. Assenza di cattive notizie? Vediamo quando capiranno la gravità dello stallo politico in Italia.

      Altro post interessante per la prospettiva storica: http://archeo-finanza.blogspot.ch/2013/03/un-nome-gia-sentito.html

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  2. Zurota, quando mi citi il secondo principio della termodinamica sai che vado sempre in brodo di giuggiole, solo che potevi usare la sua formulazione di Kelvin-Planck (http://it.wikipedia.org/wiki/Secondo_principio_della_termodinamica#Formulazioni_del_secondo_principio): poiché la crescita implica una trasformazione di risorse naturali in risorse inserite nel circuito economico, il buon Lord Kelvin ci diceva già chiaramente che non tutte le risorse naturali possono essere introdotte nella produzione, e questo, assieme alla limitatezza delle risorse (che regola gli effetti sulla crescita come magistralmente descritto dalle equazioni di Lotka-Volterra http://it.wikipedia.org/wiki/Equazioni_di_Lotka-Volterra, nate per di più per amore di una figlia di allevatore di pesci, pensate un po'...) ci dà la certezza che una crescita infinita è impossibile.

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    1. Il secondo principio, come detto, l'ho copiato dal blog citato. Come sai la fisica non è proprio il mio forte, viene subito dopo il balletto.

      Coincidenza: oggi andando alla conferenza di Morosini con un collega abbiamo parlato dell'equazione prede-predatori! Io l'ho vista al corso di politica economica nel modulo sullo sviluppo economico! Il prof alla domanda "e cosa succede dopo?" rispose "muoiono come mosche".

      Il prof scrive robe simili in greco: http://www2.dse.unibo.it/wp/580.pdf

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